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Emergenza Rievangelizzazione
(Newsletter del 4.4.2007)
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Benedetto XVI: la grande massa dell'umanità abusata e oppressa materialmente, ferita spiritualmente. Ci è richiesto l'impegno morale. Il 16 aprile esce il suo primo libro, è su Gesù di Nazareth ed accusa quella cultura moderna che esporta tra i popoli del mondo “il cinismo di un mondo senza Dio, in cui contano solo il potere e il profitto. “Abbiamo distrutto i criteri morali così che la corruzione e una volontà di potere priva di scrupoli” sono diventati cose ovvie.
| (www.chiesadomestica.net) - Il Corriere
della Sera di oggi anticipa stralci del libro di Benedetto XVI su Gesù, nei quali il Pontefice denuncia il saccheggio delle popolazioni più deboli e richiama gli uomini di buona volontà a quell'impegno per la verità e per il bene nel nostro ambiente che “e' richiesto, ci e' possibile e quindi ci e' anche dato per incarico''. Un passo degli stralci pubblicati oggi - Nella “società globalizzata vediamo come le popolazioni dell'Africa che si trovano derubate e saccheggiate ci riguardano da vicino. Vediamo che anche il nostro stile di vita, la storia in cui siamo coinvolti li ha spogliati e continua a spogliarli. In questo è compreso soprattutto il fatto che le abbiamo ferite spiritualmente. Invece di dare loro Dio, il Dio vicino a noi in Cristo, e accogliere così dalle loro tradizioni tutto ciò che è prezioso e grande e portarlo a compimento, abbiamo loro portato il cinismo di un mondo senza Dio, in cui contano solo il potere e il profitto; abbiamo distrutto i criteri morali così che la corruzione e una volontà di potere priva di scrupoli diventano qualcosa di ovvio. E questo non vale solo per l'Africa. Si', dobbiamo dare aiuti materiali e dobbiamo esaminare il nostro genere di vita. Ma diamo sempre troppo poco se diamo solo materia. E non troviamo sempre intorno a noi l'uomo spogliato e martoriato? Le vittime della droga, del traffico delle persone, del turismo sessuale, persone distrutte nel loro intimo, che sono vuote pur nell'abbondanza di beni materiali. Tutto ciò riguarda noi e ci chiama ad avere l'occhio e il cuore di chi è prossimo e anche il coraggio dell'amore verso il prossimo. Dobbiamo, a partire dal nostro intimo, imparare di nuovo il rischio della bontà; ne siamo capaci solo se diventiamo noi stessi interiormente buoni, se siamo interiormente prossimi e se abbiamo poi anche lo sguardo capace di individuare quale tipo di servizio, nel nostro ambiente e nel raggio più esteso della nostra vita, é richiesto, ci é possibile e quindi ci é anche dato per incarico. Secondo i Padri della Chiesa l'uomo che lì giace mezzo morto e spogliato ai bordi della strada non è un'immagine dell'uomo in genere, che davvero é caduto vittima dei briganti? Non è vero che l'uomo, questa creatura che è l'uomo, nel corso di tutta la sua storia si trova alienato, martoriato, abusato? La grande massa dell'umanità è quasi sempre vissuta nell'oppressione. E da altra angolazione: gli oppressori - sono forse essi la vera immagine dell'uomo o non sono invece essi i primi deformati, una degradazione dell'uomo? "Karl Marx, ha descritto in modo drastico l'alienazione dell'uomo; anche se non ha raggiunto la vera profondità dell'alienazione, perché ragionava solo nell'ambito materiale, ha tuttavia fornito una chiara immagine dell'uomo che è caduto vittima dei briganti''. |
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