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BXVI: Pietro ed Eucarestia i pilastri della fede cattolica   Elenco di messaggi  
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Emergenza Rievangelizzazione
(Newsletter del 18.6.2007)

 Il Magistero Petrino
 

(Chiesadomestica.net - 18.6.2007) - Spesso ci arrivano messaggi in cui persone ci chiedono: "Come fare per studiare la dottrina, la teologia cattolica? A chi rivolgersi, dove trovare una fonte qualificata e disponibile vicino casa?".
Ebbene, qual è il modo principale in cui i Battezzati possono apprendere la dottrina cattolica? Seguire l'insegnamento del successore di Pietro, del Papa. Egli è l'incaricato da Cristo di confermare i fratelli nella loro fede e di mantenere l'unità del credo tra tutti i Battezzati.
Il suo è un insegnamento di prima grandezza ed è a disposizione di tutti, ovunque nel mondo.
Forse, dovremmo noi essere più attenti ad esso con continuità e adoperarci di più per trasmetterlo a chi ne ha bisogno.
Forse, dovremmo fidarci di più dello Spirito, che guida i credenti e fornisce loro ogni giorno la razione di "fior di frumento" necessaria.
Proviamo a verificare quante nozioni di dottrina purissima ci vengono offerte a casa nostra da questo insegnamento del Papa, tenuto nella Udienza Generale del Mercoledì, in Vaticano, il 6 giugno 2007.
 
________________________
 






UDIENZA GENERALE - Piazza San Pietro Mercoledì, 6 giugno 2007


“Quando ancora giacevo come in una notte oscura mi appariva estremamente difficile e faticoso compiere quello che la misericordia di Dio mi proponeva... Ero legato dai moltissimi errori della mia vita passata, e non credevo di potermene liberare, tanto assecondavo i vizi e favorivo i miei cattivi desideri...” (Benedetto XVI legge gli scritti di San Cipriano)
 
"Ma poi, con l’aiuto dell’acqua rigeneratrice, fu lavata la miseria della mia vita precedente; una luce sovrana si diffuse nel mio cuore; una seconda nascita mi restaurò in un essere interamente nuovo. In modo meraviglioso cominciò allora a dissiparsi ogni dubbio... Comprendevo chiaramente che era terreno quello che prima viveva in me, nella schiavitù dei vizi della carne, ed era invece divino e celeste ciò che lo Spirito Santo in me aveva ormai generato”.
 
Nato a Cartagine da ricca famiglia pagana, dopo una giovinezza dissipata Cipriano si converte al cristianesimo all’età di 35 anni. “Fu il primo vescovo che in Africa conseguì la corona del martirio”. Egli stesso racconta il suo itinerario spirituale.
 
Fu umanissimo e pervaso dal più autentico spirito evangelico nell’esortare i cristiani all’aiuto fraterno dei pagani durante la pestilenza; seppe tenere la giusta misura nel ricordare ai fedeli - troppo timorosi di perdere la vita e i beni terreni - che per loro la vera vita e i veri beni non sono quelli di questo mondo; fu irremovibile nel combattere i costumi corrotti e i peccati che devastavano la vita morale, soprattutto l’avarizia. “Passava così le sue giornate”.
 
La Chiesa è il tema che gli è di gran lunga più caro.
Distingue tra Chiesa visibile, gerarchica, e Chiesa invisibile, mistica, ma afferma con forza che la Chiesa è una sola, fondata su Pietro.
Non si stanca di ripetere che “chi abbandona la cattedra di Pietro, su cui è fondata la Chiesa, si illude di restare nella Chiesa”.
 
Cipriano sa bene, e lo ha formulato con parole forti, che “fuori della Chiesa non c'è salvezza” e che “non può avere Dio come padre chi non ha la Chiesa come madre”.
 
Caratteristica irrinunciabile della Chiesa è l’unità, simboleggiata dalla tunica di Cristo senza cuciture: unità della quale dice che trova il suo fondamento in Pietro e la sua perfetta realizzazione nell’Eucaristia.
 
“Vi è un solo Dio, un solo Cristo”, ammonisce Cipriano, “una sola è la sua Chiesa, una sola fede, un solo popolo cristiano, stretto in salda unità dal cemento della concordia: e non si può separare ciò che è uno per natura”.
 
Non si deve trascurare, infine, l’insegnamento di Cipriano sulla preghiera. Io amo particolarmente il suo libro sul «Padre Nostro», che mi ha aiutato molto a capire meglio e a recitare meglio la «preghiera del Signore»: Cipriano insegna come proprio nel «Padre Nostro» è donato al cristiano il retto modo di pregare; e sottolinea che tale preghiera è al plurale, “affinché colui che prega non preghi unicamente per sé.
 
La nostra preghiera — scrive — è pubblica e comunitaria e, quando noi preghiamo, non preghiamo per uno solo, ma per tutto il popolo, perché con tutto il popolo noi siamo una cosa sola”.
Così preghiera personale e liturgica appaiono robustamente legate tra loro. La loro unità proviene dal fatto che esse rispondono alla medesima Parola di Dio. Il cristiano non dice “Padre mio”, ma “Padre nostro”, fin nel segreto della camera chiusa, perché sa che in ogni luogo, in ogni circostanza, egli è membro di uno stesso Corpo.
 
“Preghiamo dunque, fratelli amatissimi”, scrive il Vescovo di Cartagine, “come Dio, il Maestro, ci ha insegnato. Quando si prega, inoltre, si abbia un modo di parlare e di pregare che, con disciplina, mantenga calma e riservatezza. Pensiamo che siamo davanti allo sguardo di Dio. Bisogna essere graditi agli occhi divini sia con l’atteggiamento del corpo che col tono della voce... E quando ci riuniamo insieme con i fratelli e celebriamo i sacrifici divini con il sacerdote di Dio, dobbiamo ricordarci del timore reverenziale e della disciplina, non dare al vento qua e là le nostre preghiere con voci scomposte, né scagliare con tumultuosa verbosità una richiesta che va raccomandata a Dio con moderazione, perché Dio è ascoltatore non della voce, ma del cuore.
 
Si tratta di parole che restano valide anche oggi e ci aiutano a celebrare bene la Santa Liturgia.
 
Stando alla Bibbia e ai Padri, infatti, il cuore è l’intimo dell’uomo, il luogo dove abita Dio. In esso si compie quell’incontro nel quale Dio parla all’uomo, e l’uomo ascolta Dio; l’uomo parla a Dio, e Dio ascolta l’uomo.
 
Carissimi, facciamo nostro questo “cuore in ascolto”, di cui ci parlano la Bibbia e i Padri: ne abbiamo tanto bisogno! Solo così potremo sperimentare in pienezza che Dio è il nostro Padre, e che la Chiesa, la santa Sposa di Cristo, è veramente la nostra Madre.
 
 
> Testo Integrale della catechesi del Papa sul sito del Vaticano: Udienza del Mercoledì



 
 
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